Ovunque siamo, quello che ascoltiamo è soprattutto rumore. Quando lo ignoriamo, ci disturba. Quando ci mettiamo ad ascoltarlo, ci affascina (John Cage, 1937)

 

Noise parla di rumore. Inevitabilmente.

Un rumore visivo che è la traduzione di rumori sonori. E’ un progetto nato alla fine del 2016, ancora in progress. Leggo per caso un articolo breve ma particolarmente illuminato  sul suono, o meglio sul rapporto esistente tra un suono e il luogo in cui lo si è ascoltato. La tesi che si porta avanti è fondamentalmente che ogni luogo ha un suono diverso e rumori diversi.  

Tutti noi, se ci pensate bene, conserviamo un ricordo sonoro dei luoghi in cui siamo stati o in cui siamo cresciuti, quello che il teorico dei media Rudolf Arnheim chiamava l'“immagine acustica” di un luogo e che il musicologo canadese Raymond Murray Schafer chiama il “paesaggio sonoro”. Siamo costantemente immersi nel suono, dal rumore del traffico a quello della fabbrica o dell'ufficio, o di casa. Personalmente combatto da sempre una battaglia persa contro i suoni che ci vengono imposti e che non possiamo scegliere, nello spazio pubblico: dall'audio degli schermi delle metropolitane, alla musica di sottofondo nei supermercati e nei luoghi di consumo, alle musichette di Natale trasmesse in filodiffusione nei vicoli dei centri storici italiani, al suono della radio in pizzeria. Murray Schafer parlerebbe, in questo caso, di “colonialismo sonoro”, ovvero l'occupazione dello spazio da parte di un suono imposto da qualcuno su qualcun altro. Schafer, nel suo fondamentale libro The Soundscape. Our Sonic Environment and the Tuning of the World (1974) ha dimostrato come ci sia sempre stato un legame storico fortissimo tra il suono e chi detiene il potere.  (“Una storia del rumore”. Tiziano Bonini)

Alla luce di questo, cosa stai distrattamente ascoltando in questo momento? Te lo ricorderai? Ci avresti fatto caso senza aver letto questo? Saresti curioso di sapere come si vede quel rumore che hai appena sentito? Queste le domande che mi sono fatto e che hanno dato vita a Noise.  

Noise parla di memoria, registrazione, catalogazione, conversione, convenzione. Alfabeti, lingue, comunicazione, comunicabilità. Campionamenti.

Si basa su dati assolutamente scientifici, rilevamenti e registrazioni di suoni, analizzati e convertiti in combinazioni cromatiche esadecimali precise e millesimali perché risultato di equazioni matematiche da valori di frequenza sonora a risultanti in frequenza colore. Per farla breve ad ogni colore corrisponde una frequenza e quindi un suono. Questo perché ogni suono ha un valore-frequenza e una lunghezza d’onda specifici. Solo così mi è stato possibile ricavarne i corrispettivi cromatici. Avendo quindi a disposizione colori che sono in realtà suoni ho potuto finalmente parlare di rumore.  Ecco perché Noise parla di orientamento, caso, caos, scomposizioni e accostamenti. Sequenze e silenzi, pieni e vuoti, ricordi, lapsus e distrazione. Equilibrio soprattutto. Riproducibilità, segnali, imput e silenzio.

Anche se ciò che si vede sono solo dei pixel colorati. 

 

Nell'immagine in alto tutte le fasi di trasformazione da suono a colore.

Wherever we are, What we hear is mostly noise.

When we ignore it, it disturbs. When we listen to it fascinates us. (John Cage, 1937)

 

Noise comes to noise. Inevitably.

A visual noise that is the translation of sound noises. It is a project born at the end of 2016, still in progress. By chance I read an article short but particularly enlightened about sound, or rather on the relationship between sound and place in which it is heard. The thesis is basically that every place has a different sound and different noises. 

All of us, if you think about it, keep an audible reminder of the places where we were or where we grew up, what the media theorist Rudolf Arnheim called the "acoustic image" of a place, and that the Canadian musicologist R. Murray Schafer calls the "soundscape." We are constantly immersed in sound, from traffic noise to that of the factory or office, or home. Personally I fight always a losing battle against the sounds that are imposed on us and that we can not choose, in the public space: from audio of the screens of metropolitan, to the background music in supermarkets and places of consumption, the Christmas jingle broadcast piped music in the streets of Italian towns, to the radio at pizzeria. Murray Schafer would speak, in this case, of "colonialism sound", or the occupation of space by a sound imposed by someone on someone else. Schafer, in his fondamental book The Soundscape. Our Sonic Environment and the Tuning of the World (1974) has shown that there has always been a very strong historical link between sound and those in power. ("A History of the noise." Tiziano Bonini)

In light of this, what are you distractedly listening to right now? Will you remember? You would have noticed this if you had read it? You'd be curious to know how you see that noise you just heard? These are the questions that I did and that gave birth to Noise. 

Noise comes to memory, recording, cataloging, conversion, convention. Alphabets, languages, communication, communicability.

Samplings.

Is based on an absolutely scientific data, surveys and sound recordings, analyzed and converted into precise hexadecimal color combinations ,because  result of mathematical equations by sound frequency values in resulting frequency color. Basically each color corresponds to a frequency and then a sound.

This is because every sound has a value-frequency and a specific wavelength.

Only in this way it was able to obtain the chromatic fees. Having therefore available colors that are actually sounds I could finally talk noise. That's why Noise speaks guidance, case, chaos, breakdowns and combinations.  Sequences and silences, full and empty, memories, slip and distraction.

Balance mainly. Reproducibility, signal input and silence.

Even if what you see are only the some colored pixels.

 

In the image above all the phases of transformation from sound to color.

 



TRASCRIZIONI | TRANSCRIPTS


Ogni singolo lavoro è il corrispondente visivo e cromatico della registrazione che rappresenta.

Each work is the corresponding visual and chromatic of the recording that represents.

 

1.LA VOCE DI MIA MADRE.  Acrilico su tela. 100x100 cm.

2.BALANCE. Acrilico su tela. 50x50 cm.

3.GEMMA. IL SUONO DI UNA STELLA. Acrilico su tela. 50x50 cm.

4.PIOGGIA. Spray su tela 100x100 cm.

 


BOOK | BRAILLE

DISTONIA. Libro d'artista. Acrilico su fogli braille. 31x22 cm

DYSTONIA. Artist's book. Acrylic on braille sheets. 31x22 cm.


PAESAGGI SONORI | SOUNDSCAPES

PAESAGGIO. Dittico. Spray su carta. 100x140cm.

LANDSCAPE. Diptych. Spray on paper. 100x140 cm.


TEMPO | TIME

APPUNTI SUL TEMPO. Spray su muro. 300x300 cm.

ABOUT TIME. Spray on wall. 300x300 cm.


MOVIMENTI | MOVEMENTS

BOZZE. Acrilico su carta. 40x40 cm.

SKETCHES. Acrylic on paper. 40x40 cm.